Mi trovavo in un abisso, circondato dalle ombre oscure della notte. Ricordavo poco o niente di come fossi arrivato lì. Solo frammenti di ricordi si affacciavano nella mia mente: il caos di una battaglia, il fragore delle armi, il fruscio dei mantelli. Nulla di ciò che vedevo sembrava collegarsi al mio passato. Era come se la mia vita fosse iniziata proprio in quel baratro, tra le pareti scure e umide che mi circondavano. Un carretto rotto e due cavalli morti dall’impatto. Una prigione? Da dove e per dove?
Con un brivido, mi alzai in piedi, cercando di orientarmi nel buio. Le pareti della nuda roccia sembravano stringersi su di me, minacciose e opprimenti. Dove mi trovavo? Chi ero? Domande senza risposta martellavano la mia mente.
Con passo incerto, iniziai a muovermi, cercando una via d'uscita da quel luogo oscuro e claustrofobico. Ogni passo era un'incertezza, ogni ombra sembrava celare un pericolo imminente. Ma non potevo fermarmi. Dovevo scoprire la verità sul mio passato, sul perché mi trovavo lì in quella carrozza... in quella prigione.
Mentre vagavo tra le rocce scoscese e le pozze d'acqua stagnante, sentii un brivido lungo la schiena. Qualcosa mi stava osservando, qualcosa di oscuro e sinistro. Con il cuore in gola, mi voltai di scatto, ma non vidi nulla se non le ombre che danzavano lungo le pareti del baratro.
Deciso a non lasciarmi sopraffare dalla paura, continuai il mio cammino, ignorando le voci che sussurravano nel buio, ignorando gli occhi che mi scrutavano da ogni angolo. Fuggii lontano... il più lontano possibile. Corsi per ore, forse giorni. Stremato, trovai riparo e mi addormentai.
All'alba, le ferite erano meno dolorose, ma dovevo trovare delle risposte, anche se questo significava affrontare i miei peggiori incubi.
E così, con coraggio e determinazione, mi avventurai sempre più in profondità, verso un destino incerto ma carico di mistero. Perché, anche se non ricordavo nulla del mio passato, sapevo che il mio futuro dipendeva da ciò che avrei scoperto da quel luogo oscuro e inquietante in poi.
