Campagna 3 - Log Sessioni

Log, riassunti e discussioni sulle sessioni svolte, aggiornati di settimana in settimana.
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Sessione 51 — Assalto alla torre
giovedì 17 settembre 2026 · Tana di Elio


Lan e Kael si muovono verso le rovine. Il paladino di Izrador si mostra infastidito: il tempo passa troppo in fretta, anche se non è nemmeno un'ora che sono partiti. Guarda il goblin in catene.
«Sei un mostro. Potrei ucciderti ora, nessuno lo vedrebbe.»
Lan ha imparato bene la parte. «Mio signore, un servo morto non servirebbe a nulla.»
È convincente, il piccolo goblin. «Vedremo dove mi porterai», dice il paladino.
Camminando, Kael nota l'ombra del goblin. Così strana. Lan gli dice che forse è maledetto, che forse è da lì che viene quell'ombra che lo segue sempre.
«Da chi? Come?», chiede Kael.
Ma il goblin risponde che non lo sa. Che gli mancano i ricordi, che è come se la sua vita fosse nata pochi mesi fa. Che ricorda le torture. E che forse, dentro di sé, forse lui stesso è qualcosa di diverso.
Continuano a camminare. Lan dice che ci vorranno forse due giorni per arrivare alle rovine, ma che gli elfi sono feriti e li troveranno prima. Quel luogo è sicuro per nascondersi: le persone non vi si avvicinano, sono posti pericolosi.
Kael è pensieroso, ma il goblin è ragionevole. «Bene, allora proseguiamo.» Poi si abbassa verso il piccolo sgorbio. «Ma se non troverò l'elfo, preferirai non essere mai nato.»

Intanto ad Arendale il piano è stato definito. Il costrutto sarebbe entrato dalla porta est e avrebbe cominciato a picchiare gli Ordendor. Ren e le sue avrebbero raggiunto le mura per dare protezione. Il gruppo avrebbe cercato di entrare in silenzio, dai lati, come non era mai riuscito prima.
Comincia Ratto, ma non riesce a canalizzare l'energia: non sono invisibili. Si muovono allora silenziosi per raggiungere la parete a est. A un certo punto, però, Ratto si alza — inconsapevole, o forse impaurito. Dalla torre a est li indicano. Due uomini sbucano dal lato delle pareti, ma le frecce delle compagne li zittiscono all'istante.
Poco dopo, dal cancello est arrivano le urla. «Che cazzo è quello che arriva? Cos'è quell'essere?» E una campana risuona fortissimo, richiamando la città, o chi di dovere.
Scalano le mura. Rodnak sale con un'abilità strepitosa, si affaccia oltre il bordo, cala una corda. Shuyookh si rende invisibile e sale anche lui. Dandelia si issa a sua volta. Anche Ratto ce la fa, con grande sforzo. Vanyar non è da meno: per un elfo è elementare. Sale, si lascia cadere dall'altra parte e atterra come un gatto.
Sono dentro. Tutti.
Questa volta Ratto ha successo: sono invisibili. Si avvicinano silenziosi. Ma ancora una volta Ratto inciampa — si sentono dei rumori, la sua voce — e si fa scoprire. Gli Ordendor sono immediatamente sospettosi, capiscono che c'è qualcuno di invisibile e corrono verso di loro.
La battaglia comincia.

Il canalizzatore si rifà poco dopo: col potere del fuoco ribalta ben due barche, quelle che stanno arrivando dall'altro lato del fiume cariche di Ordendor venuti a dare manforte. Shuyookh, sotto la torre, scaglia una palla di fuoco contro gli Ordendor appena sbarcati, quelli che erano riusciti ad aggiungersi al resto dei nemici. Rodnak, preso dall'ira, falcia a due a due gli Ordendor che ha davanti. E in lontananza, intanto, i nemici devono vedersela con il Golem.
Urla, sangue e morte ai piedi della torre. Vanyar intanto ha lanciato il suo rampino, sta salendo, arriva fino in cima, spacca i vetri della finestra. Sotto di sé vede una stanza cosparsa di strani oggetti, molto curata, molto ben organizzata. Nota del sangue per terra. I due elementi che più lo colpiscono sono un astrolabio su un piedistallo e uno scrigno. Li afferra e va verso ciò che più gli importa: la cassa che contiene la Stella del Mattino. Comincia a picchiare, a distruggere il legno a pugni. Dandelia arriva poco dopo.
Sotto, Rodnak, accecato dall'ira, colpisce senza sosta con la sua potente ascia la porta al piano terra. La porta magica, nel momento in cui viene sfondata, esplode in un'improvvisa deflagrazione e colpisce tutti quelli attorno.
Vanyar raggiunge Kallorek. Si salutano, anche se con una freddezza iniziale, stemperata dall'arrivo di Dandelia — particolarmente loquace negli ultimi giorni, tratto che ha infastidito l'elfo più di una volta.
Bisogna far cadere lo schermo magico. Bisogna liberare Kallorek.
Vanyar cerca allora di convincere Dandelia ad aprire lo scrigno: poteva essere un modo, magari aveva un funzionamento, e l'elfo non si mostra interessato alle conseguenze. Ma Dandelia si rifiuta, e allora lui glielo apre in faccia. Dentro c'è un piccolo foglio di pergamena: è come se bruciasse nell'aria in un istante, e nulla più accade.

Nello stesso istante, lontano da lì, Kael sente qualcosa. Maledice il goblin, lo strattona, e tornano indietro verso Arendale di buona lena. Chiede informazioni a Lan, lo insulta, ma il goblin fa finta di niente: è bravo in questo, è bravo a fingere. Fingendo si sopravvive.

Kallorek capisce invece che l'altro oggetto può avere un'utilità: l'astrolabio. Vanyar glielo passa, Kallorek lo distrugge, e lo scudo antimagia crolla. Kallorek ha di nuovo il suo potere, e riesce a uscire.
Sotto, tra le macerie della parte bassa della torre sventrata dall'esplosione della porta, finalmente tutti si riuniscono. Manca solo una persona all'appello: un piccolo, disgustoso goblin.
Kallorek, appena liberato, li aiuta a curarsi. Prova anche a togliere a Vanyar il collare, ma l'incantesimo fallisce.
Lauren cede il Golem, che viene preso immediatamente da Ratto, molto amante di tutti questi oggetti magici.
Parlano. Kallorek non vuole venire con loro: non ci pensa nemmeno a combattere contro un paladino di Izrador, ha altro a cui pensare. Ma Vanyar gli fa una proposta a cui non può rinunciare.
«Vieni con noi, aiutaci, e userò la Stella del Mattino per spezzare il tuo legame con Izrador.»
Vanyar vuole davvero mantenerla, quella promessa: spezzare il legame di un uomo con Izrador è un gesto importante e potente, e poi è l'occasione per scoprire cosa sa fare la Stella del Mattino.

La decisione è presa. Kallorek e Lauren vengono con noi. Andiamo a riprenderci Lan.
Perdite e ferite. La deflagrazione della porta magica colpisce tutti quelli attorno, Rodnak compreso. Il gruppo viene curato da Kallorek dopo lo scontro. La parte bassa della torre è sventrata.

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Livelli

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Sessione 52 — Alla caccia di un paladino
lunedì 21 settembre 2026 · Tana di Elio


Dopo che ci siamo curati, dopo che le decisioni sono state prese — nonostante i dubbi e i tentennamenti di Ratto, sempre voglioso di trovare cose magiche all'interno della torre e depredarla, e di Rodnak, alla ricerca di armi leggendarie — decidiamo infine di procedere.
Il Dorniano vorrebbe correre, sprezzante dei pericoli, e raggiungere il nostro piccolo amico il prima possibile. Vanyar si oppone: meglio andare cauti, stare attenti, mandare avanti Shuyookh in ricognizione. Ratto vuole mandare anche Shawn: si fida, di quel cane.
Il cane trova le tracce. Un gruppo si muove: Shuyookh li ha visti. Raggiungiamo un punto sopraelevato, una strettoia, una piccola gola.

Kael, Lan e due Ordendor non si fermano. Poi, appena prima della gola, Kael entra nella foresta. Lan sente delle voci — non riesce a capire chi parli, né a chi. Ma quando il paladino torna indietro, sa cose che prima non sapeva.
«Sei più di quello che sembri, goblin. Tu sei la chiave. Puoi cambiare il destino di una fede.»
Lan risponde di sì, certo, che lo sapeva di essere importante, che lui è questo, lui è quello. Ma Kael è dannatamente serio. Si rivolge a uno degli Ordendor: «Se cadrò, dovrete portare questo goblin a Muralto.» Poi si volta, abbassandosi verso di lui. «Tu sei anche più importante dell'elfo.»
Quando Shuyookh torna e ci avverte, Ratto lancia l'invisibilità. Siamo nascosti, in attesa. Ma Kael si avvicina alla gola — questa piccola gola, questa salita, una strettoia con due pareti rocciose ai lati — e ci parla. Ci ha visti. Ci ha percepiti.
La battaglia comincia.

L'elfo si muove più rapido: sale con destrezza la parete rocciosa e si va a proteggere dietro un arbusto cresciuto lì vicino. Viene colpito dalle frecce, ma il gruppo si muove. Si muove il Golem. Ratto comincia a lanciare incantesimi. Rodnak avanza rabbioso.
E Lan non è da meno. Prima lega la catena attorno al braccio del paladino per metterlo in difficoltà, poi gli sfila la spada corta dalla cintura e lo colpisce selvaggiamente.
La battaglia è terribile. Rodnak viene schiantato varie volte, ma Kallorek dalle retrovie gli infonde sempre nuova energia. Continuiamo a combattere, a ferirlo da ogni lato, a uccidere i suoi Ordendor. Finché il Golem, con un pugno fortissimo, sfonda l'elmo e schiaccia il paladino.
Kael urla, prima di morire: «Izrador, sto tornando da te.» E crolla a terra.

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