SESSIONE 43 – 28/04/2026
All'interno del magazzino, trasformato in centro di comando dal legato Vornius, si trova ancora Vaniar, privo di sensi; sopra di lui il legato torreggia mentre lancia una strana magia, portando il suo corpo a tremare e contorcersi. Dandelia guarda la scena e la stanza: valutando le sue opzioni capisce che contro Vornius e altre sei persone non avrebbe speranze e rimane a guardare quello strano rituale, mentre la magia del legato comincia a far uscire una luce dal corpo di Vaniar, una luce che combatte per rimanere all'interno.
Mentre ciò accade, Lan e Rodnak si trovano ancora fuori dal villaggio; si sono fatti accompagnare da Shulliok fino a un passaggio sotterraneo. Una grotta li aspetta, con all'interno una grande porta bronzea incisa con glifi magici che preoccupano il piccolo gruppo. Lan, studiando in fretta la porta, intuisce che si tratta di un meccanismo magico; preoccupato, chiede quindi a Shulliok di leggere quelle strane incisioni e quest'ultimo li rassicura, dicendo che si trattava di una trappola ormai disattivata da molto tempo. Non totalmente convinti dalle parole di Shulliok, a causa di una sua lieve insicurezza nel modo in cui ha parlato della porta, Lan e Rodnak insistono affinché sia il genio ad aprirla. È una scelta saggia, in quanto la porta, non appena viene aperta da Shulliok, esplode in una forza magica bianca che li avvolge, causando non poche ferite al gruppo e sdegno verso le capacità del genio, che si scrolla di dosso la polvere rimasta dall'esplosione definendola "una piccolezza".
Il gruppo quindi si addentra nella grotta che ben presto diventa un tunnel, probabilmente parte di vecchie fogne ormai inutilizzate. Lan, facendo molta attenzione, riesce ad accorgersi di una trappola subito dopo l'ingresso appena varcato; non potendo fare affidamento sul genio per ovvi motivi, decide di disinnescarla in autonomia. Sarebbe una decisione saggia, non fosse per il fatto che Lan in quel momento non è ben concentrato per via di tutti gli avvenimenti recenti: causa così l'innesco della trappola, facendo crollare il soffitto delle fogne e ferendosi ancora di più. Per loro fortuna, però, il passaggio non è completamente ostruito dalle macerie e riescono ad avanzare lungo il tunnel.
Andando avanti Lan, Rodnak e Shulliok trovano un punto in cui il tunnel è stato logorato a tal punto dal passaggio dell'acqua che il fiume vicino è riuscito a filtrare all'interno. Allo stesso momento Lan riesce a notare un'altra trappola: questa volta è presente una leva su cui sono stati applicati dei meccanismi in grado di far scattare qualcosa all'interno. Ricordando il suo precedente fallimento, Lan tenta con attenzione di lavorare sul meccanismo nonostante le varie proteste di Rodnak; d'altronde, la prima volta una trappola era esplosa per Shulliok, poi per Lan... ora forse è il suo turno? Nonostante la preoccupazione del Dorn, Lan riesce a scassinare la trappola e a comprendere il funzionamento della leva, in modo da poterla azionare senza far scattare il meccanismo. Tirandola, il gruppo rimane colpito quando uno dei muri che li circondano si apre, conducendoli verso una stanza circolare.
In tutto questo il piccolo Ratto sta ancora cercando di nascondersi all'interno del villaggio dopo essere stato trasportato dal fiume; persino la sua invisibilità è ormai terminata. Essendo riuscito ad allontanarsi dal porto, cerca di muoversi con naturalezza per il villaggio: si muove come se avesse vissuto lì per tutta la vita e nessuno gli presta attenzione. Ratto vaga a lungo alla ricerca di un posto silenzioso e lontano da occhi indiscreti. Dopo qualche tempo trova una casa che sembra abitata; bussando, gli apre un uomo adulto e piuttosto burbero. Ratto chiede rifugio cercando di suscitare pietà e mostrando i suoi vestiti bagnati. Il signore si presenta — forse colto alla sprovvista nel vedere un bambino fradicio davanti alla sua porta — dicendo di chiamarsi Barok e lo fa entrare per qualche minuto, insistendo però sul fatto che Ratto se ne debba andare di lì a poco: le guardie possono perlustrare liberamente le case degli abitanti e l'unico luogo in cui potrebbe nasconderlo è la sua fossa per i bisogni, una proposta che Ratto rifiuta immediatamente. Barok quindi gli fa il nome di Krip, uno gnomo presente al porto che di solito aiuta gli sventurati del villaggio.
Al centro di comando improvvisato, Dandelia continua a guardare Vaniar che trema sotto gli incantamenti di Vornius, notando che ora anche lui porta il collare come lei, un dispositivo per impedire a chi lo indossa di lanciare magie. Le mani di Vornius vorticano assieme alle sue parole sopra Vaniar ancora per poco tempo, mentre la luce viene estratta dal corpo dell'elfo; sia il suo corpo che la sua anima si dimenano per opporsi a quel prelievo magico. E di anima si tratta realmente, come scopre presto Dandelia, in quanto una volta terminato l'incantamento Vornius riesce a racchiudere quella strana luce in un pendente che si infila velocemente in tasca, prima di raccontare a Dandelia che il suo amico elfo è molto particolare: possiede infatti più anime dentro di sé, e le chiede come sia possibile. La Dorn non possiede queste informazioni; nonostante ciò, Vornius ricompensa la donna con degli alloggi privati nel villaggio. Dandelia lo ringrazia e gli bacia l'anello dopo aver controllato che non sia magico, per poi rifiutare l'offerta: avere un alloggio stabile attirerebbe troppo l'attenzione sulla sua copertura.
Quando Dandelia esce può vedere Vaniar riprendersi finalmente; le guardie lo stanno incatenando e trasportando su un carro, informandolo che ha appena subito uno "stupro" dal legato e divertendosi all'idea di vedere l'elfo disperato. Lui però non dà loro soddisfazione e cerca al massimo di dimenarsi per liberarsi. La Dorn segue il carro fino al porto, dove l'elfo inizia a essere spostato dal carro alla nave. Dandelia si avvicina a quel punto per cercare invano di distrarre le guardie, mentre Vaniar cerca nuovamente di liberarsi dimenandosi alla ricerca di una via di fuga, purtroppo fallendo nel tentativo.
Presa dallo sconforto e notando che la nave è già praticamente pronta a salpare, la donna va sotto il ponte più vicino e si fa aiutare dalla corrente per arrivare in fretta sotto la nave da carico; riesce inizialmente a risalire sul lato dell'imbarcazione ma poco dopo scivola, un singolo errore che basta ad attirare le guardie. Lei quindi si lascia andare nuovamente nel fiume mentre le frecce iniziano a essere scagliate verso di lei. Una di queste le colpisce la spalla, ma nonostante ciò Dandelia riesce a fuggire.
Ratto, uscendo dalla casa di Baron, evoca il suo famiglio Shawn mandandolo a cercare i compagni per la città, mentre lui s'incammina verso il porto per trovare Krip. Non ci vuole molto tempo per scovare lo gnomo: una figura così particolare è difficile da nascondere. Ratto entra nella sua bottega velocemente e, senza perdere tempo, inizia a chiedere dei suoi compagni; facendo solo i loro nomi, però, Krip non riesce a ricordare molto. Ratto quindi inizia a descriverli e a quel punto lo gnomo fornisce qualche informazione, dopo aver comunque cercato di venderle piuttosto che darle gratuitamente. Krip gli racconta per prima cosa che l'elfo è stato catturato, portato in catene e ingabbiato nella piazza principale, ma che è riuscito a fuggire per poi essere catturato di nuovo. A questo punto degli Odrendor entrano nella bottega per richiedere delle spezie, facendo il nome di Grunka e della sua locanda, interrompendo i due per poi andarsene poco dopo. Krip riprende il discorso dicendo a Ratto che, secondo lui, la sua amica Dandelia stia lavorando per il legato Vornius. Scosso dalla notizia, Ratto inizia ad andarsene, ma lo gnomo gli passa un foglio di carta.
Una volta uscito, Ratto legge il biglietto: trova scritta la frase "Zorvus Zanna Nera" e, dopo averla letta, sta per portarsi il foglio alla bocca per mangiarlo quando nota per miracolo che dall'altro lato sono scritte delle parole aggiuntive: "Al molo". Con queste nuove informazioni Ratto ricorda di aver visto il nome "Zorvus Zanna Nera" proprio lì: è il nome di una nave quasi pronta a salpare.
Nella stanza circolare sotterranea, Lan e Rodnak indagano con l'aiuto di Shulliok alla ricerca di altre trappole e innesti magici. La stanza presenta un grande glifo al centro e il genio inizia a ricordare di essere stato rinchiuso lì a lungo, probabilmente dal mago di cui parlava diverse ore prima. Indagano anche sul tomo magico presente nella stanza dove, con l'aiuto del genio, capiscono che si tratta degli incantesimi "Geass" e "Rest Eternal". Lan studia intanto l'altare, dove trova un piatto d'acciaio e un pugnale magico che è sorprendentemente pulito, nonostante la stanza sembri abbandonata da tantissimi anni. Rodnak invece cerca di studiare una struttura dove delle piccole sfere continuano a levitare attorno a una sfera centrale più grande, senza capirne il funzionamento. Shulliok dice che si tratta probabilmente solo di arredo. Perdendo interesse per quell'oggetto, Rodnak tenta di ideare un piano con il glifo per imprigionare qualcosa al suo interno, ma Lan interviene dicendo che non è il momento, in quanto sarebbe troppo difficile organizzare un'imboscata senza sapere cosa li aspetti al piano di sopra. Con questo, il goblin decide di avviarsi verso la scala a chiocciola. La botola è pesante e deve chiedere aiuto a Rodnak per poter vedere cosa si trovi dall'altra parte.
Lan riesce a salire e rimane qualche minuto in attesa mentre gli altri lo raggiungono; si trovano in un magazzino pieno di casse e sacchi. Sono ancora sottoterra ma stavolta odono delle voci dal piano superiore; sono ancora lontane e dalle grate sopra le loro teste non notano granché. Il gruppo comunica velocemente sotto le grate senza farsi sentire, ideando un piano per far trasformare Shulliok in un animale che possa cercare i compagni. Il genio decide che l'animale migliore è ovviamente un cinghiale; stranamente Lan e Rodnak non sono d'accordo, quindi lo convincono a diventare un corvo e lo fanno volare via.
Dopo qualche minuto Lan sale a quello che è il piano terra della struttura; notando l'ingresso cerca di avvicinarsi, ma proprio in quel momento la maniglia inizia a girare. Una guardia entra e Lan si nasconde immediatamente, non facendosi notare per il rotto della cuffia. Ascoltando il dialogo tra la guardia e i suoi compagni capisce che si stanno dando il cambio e ben presto un'altra guardia scende dal primo piano per prendere il posto di quella all'esterno. Quando Lan rimane nuovamente solo fa salire anche Rodnak; quest'ultimo dice al goblin che è il caso di far fuori la guardia rimasta al primo piano mentre lui blocca la porta con una zeppa.
Nel villaggio, intanto, Dandelia continua a vagare nel tentativo di asciugarsi, tenendosi ben lontana da occhi indiscreti. Dopo diversi minuti un corvo inizia a beccarla sulla testa, cercando di attirare la sua attenzione. Inizialmente la Dorn cerca di scacciare più volte quel "corvo infernale", ma dopo gli insistenti tentativi dell'animale si calma e asseconda la sua persistente ricerca di attenzioni. Sorprendentemente il corvo si placa, scende a terra e inizia a camminare davanti a lei, come per invitarla a seguirlo. Sospettando qualcosa Dandelia lo segue, trovandosi presto davanti alla torre usata come magazzino. Convince le guardie a lasciarla entrare ma, cercando di aprire la porta, questa non si muove affatto. Iniziano a spingere con spallate e calci, ma le guardie non riescono ad aprirla in nessun modo. Allora Dandelia dice loro di lasciarle spazio e si prepara a sferrare un forte calcio; proprio in quel momento Lan, riconoscendo la voce della compagna, rimuove la zeppa e la porta si spalanca subito dopo.
Presi dal panico generale, Lan cerca di giustificare la sua presenza indicando come stesse aspettando la Dorn, ma le guardie non rimangono convinte né dalle sue parole né da quelle di Dandelia. Si scatena un combattimento che purtroppo si amplia anche all'esterno della torre, attirando l'attenzione di tutto il villaggio. Il gruppo riesce a cavarsela: Rodnak rotea la sua ascia colpendo le due guardie all'ingresso mentre cercano di scappare, Dandelia affonda il pugnale da cucina alla gola di una di loro e Lan si prende la briga di sistemare la guardia rimasta al piano di sopra, seguendo le tracce di sangue mentre scappa futilmente all'interno di una stanza. Lan si chiude con lei dentro; la guardia non urla per molto tempo.
I tre, essendosi ritrovati, parlano ben poco dovendo fuggire dal trambusto; tornano all'interno del tunnel, richiudendo la botola alle spalle e coprendola con dei sacchi pesanti. Si aggiornano sulle vicende accadute: di come Vaniar sia prigioniero, di Ratto portato al villaggio dalla corrente e del fatto che Dandelia stia facendo il doppio gioco.
Ratto, armato delle sue informazioni, s'incammina verso la nave pronta a salpare; lancia un incantesimo d'invisibilità e si intrufola a bordo. Inizialmente prova a controllare le stanze a poppa dove trova una guardia con un occhio solo che riposa; questa si accorge della porta che si apre e chiude da sola, rimanendo parecchio confusa, ma non si pone troppe domande. Non vedendo l'amico elfo, Ratto tenta la fortuna verso prua: lì vede degli occhi rinchiusi dentro una gabbia coperta da teli. Sono gli occhi di una creatura che conosce ormai fin troppo bene: Elekar.
Ratto si fa coraggio e, protetto dall'invisibilità, continua il cammino; guardando sotto le grate della nave nota la scatola in cui è rinchiuso Vaniar e lancia svariati messaggi telepatici per comunicare con lui. I due non possono organizzare un piano adeguato: Vaniar, preso dalla disperazione, dice al compagno di dare fuoco a tutto e creare il caos per permettergli una via di fuga. Ratto scende al piano di carico, si nasconde dietro la cassa di Vaniar e apre leggermente la lanterna, creando una scia di fuoco immensa che colpisce l'intera fiancata interna della nave. L'intervento causa un immediato trambusto e le guardie si allertano; per loro sfortuna nessuna si interessa al fuoco in quanto non si sta propagando sul legno e a breve si spegne da solo. Ratto cerca di difendere l'elfo, rimanendo ferito più volte dalle armi delle guardie, ma alla fine ha un'idea: quando aveva aperto la lanterna la nave non si trovava nel piano delle ombre, quindi punta la luce verso i nemici per farli cadere a terra. Purtroppo solo uno dei due cade nel trucco.
Vedendo altre guardie arrivare e non potendo liberare Vaniar in altro modo, Ratto punta la lanterna ai loro piedi e a un lato della cassa, liberando l'elfo e facendoli cadere sul fondale del fiume. Calcolando bene il tempismo, Ratto richiude la lanterna facendo ricomparire l'acqua prima di atterrare; camminano quindi fino alla riva opposta dopo aver riaperto la lanterna, richiudendola poco prima che le creature dell'ombra inizino ad apparire. Arrivati dal lato opposto, però, Ratto e Vaniar vengono accolti da degli occhi vitrei: quelli di Elekar e di diverse altre guardie. Sono circondati.