Sessione 29 - 30/09/2025
Cara Andara,ti chiedo di perdonarmi per non averti scritto per così tanti giorni, purtroppo sono stata separata dal mio diario per diversi giorni, o forse sono state persino settimane?
Ho incontrato un gruppo di avventurieri, per una volta sembra tra l’altro che abbiano la testa sulle spalle. O almeno questa è l’impressione che danno, parlandoci un po’ più a fondo ho scoperto che ognuno di loro ha le proprie… peculiarità.
Volevo scrivere la prima notte in cui li ho incontrati, quando ci siamo finalmente accampati vicino ad una grotta, ma gli eventi che a breve ti spiegherò mi hanno impedito di pensare a te…
Ho incontrato di nuovo il mio amico Rodnac, sono così felice di rivederlo, sano e salvo.
Ritrovarlo dopo così tanto tempo è un segno che c’è ancora speranza anche per te. Chi l’avrebbe mai detto. A quanto pare a seguito della distruzione dei nostri villaggi siamo scappati entrambi a sud, anche se in tempi diversi. Essendoci accampati abbiamo spiegato il nostro collegamento al resto del suo gruppo, giustamente non si sono fidati di una sconosciuta fin da subito. Un segno di rara saggezza in questo mondo devastato.
Abbiamo parlato a lungo durante la notte, raccontando le vicende che ci hanno portato fino a qui, per quanto ancora in maniera vaga o omettendo diverse parti del loro viaggio. È comprensibile, nemmeno io volevo ancora rivelare il mio vero obiettivo, come al solito però mi sono lasciata andare e gli ho spiegato che intendo trovare uno specchio nero e forgiarne un’arma per liberarti. Sono rimasta abbastanza stupita dalla loro comprensione, ero già pronta ad afferrare la mia ascia al primo accenno di aggressività, invece mi hanno accolta ed ora faccio effettivamente parte del loro gruppo. Mi fa leggermente scaldare il cuore potermi nuovamente definire parte di qualcosa, combattere con qualcuno al mio fianco.
Dopo aver finito di organizzarci arrivò la prima brutta notizia: Vaniar si era ammalato, forse un effetto collaterale della pozione usata per fuggire dalla Horsha? Dato il suo stato febbrile lo abbiamo lasciato a riposare durante i turni di guardia, ma come al solito in questo mondo le brutte notizie non vengono mai da sole. Durante il mio turno di guardia ho notato solo all’ultimo una creatura che si era avvicinata al nostro accampamento, ferma al limite della luce della lanterna ritrovata recentemente. Mi salutò con fare piuttosto gioviale ma i miei compagni mi avevano avvisato che qualcosa li seguiva. Per paura che quella ‘persona’ potesse essere nostra nemica nonostante i modi, svegliai immediatamente tutti i miei compagni, preparando le mie armi ad uno scontro se necessario.
A quanto pare il mio intuito non è ancora così arrugginito. I miei compagni iniziarono una conversazione con quella creatura giusto il tempo per permettere a Lan di avvicinarsi e iniziare lo scontro, e che scontro è stato, Andara. Avresti sognato quella scena per giorni fossi stata con noi… Lan è una forza della natura durante gli scontri, l’ho visto attaccare con furia quella persona, anzi, quello spirito di nome ‘Rand’ con un’abilità che farebbe invidia a molti Dorn, mentre Ratto continuava a indebolire la creatura e ad darci supporto con il suo amato cane. Anche Rodnac diede il meglio di sé, mentre io non riuscivo ad essere loro utile in nessun modo. I miei colpi e quelli di Ged continuavano a mancare o passare attraverso quell’abominio; nonostante questo Rodnac mi affidò il suo maglio, lanciandomelo mentre vedevo Rand stringere Lan in una morsa. Non era semplicemente stretto, le mani dello spirito si erano mosse fino all’interno del suo corpo, avvinghiandosi attorno al suo cuore.
Cercai di spingere Lan lontano da Rand invano, mentre continuava a cercare di pugnalare lo spirito.
Alla fine, combinando la forza del gruppo, Lan riuscì a finire lo spirito, liberandosi dalla morsa al cuore e liberando questo mondo malato da un’altra creatura abominevole. O almeno, così spero. Quando Rand svanì il mio cuore non si alleggerì, le urla della creatura riecheggiarono per qualche secondo. Non conosco bene gli spiriti, possibile che una creatura così potente possa essere stata distrutta una volta per tutte?
Non c’era tempo però per pensare alla vittoria o nemmeno per chiedere spiegazioni al mio gruppo, come ho scritto poco fa, le rutte notizie non arrivano mai da sole.
In qualche modo il gruppo di Ordendor era riuscito a raggiungerci. Un vasto numero di nemici ci circondò subito dopo il ombattimento, con tanto di arcieri al seguito.
Combattemmo con ferocia inaudita. Il gruppo di Ordendor non avrebbe potuto farci nulla se fossimo stati al pieno delle nostre forze, ma il combattimento contro Rand ci aveva tolto il riposo e gran parte delle energie. Cademmo uno alla volta. Io fui tra i primi a cadere, i miei ricordi sono un pozzo di nubi e sangue. Ricordo la terra macchiata di rosso su cui continuavo a cadere, solo per poi rialzarmi grazie ai miei compagni. Mi rialzai per tre volte: ognuna di queste tre volte vedevo i miei compagni cadere combattendo valorosamente e, presa dalla furia, roteavo il maglio di Rodnac, cercando di uccidere quanti più Ordendor mi capitassero a tiro. Solo per poi cadere di nuovo. Una volta vidi Rodnac, che rialzai in fretta con una mia pozione; poi Ratto, preso di mira dalle frecce che continuavano a calare su di noi; la terza volta vidi Lan cadere, il suo volto terrorizzato si trasformò in un’ombra malsana che cominciò ad attaccare chiunque capitasse a tiro. Io e Rodnac finimmo tutti gli Ordendor rimasti vicino a noi, solo per poi dover combattere contro l’ombra di Lan che si era tra l’altro moltiplicata sotto il nostro sguardo. Fummo costretti a combattere quelle ombre, ma non c’era più speranza. Erano fortissime e gli arcieri diedero loro manforte, costringendo alla fine tutti quanti a cadere a terra.
Ci risvegliammo tutti separati. Sentimmo degli Ordendor parlare di come hanno ucciso i nostri animali mentre ci trasportavano chissà dove, divisi in gabbie separate. Il mio cuore quasi non resse all’idea di aver perso Ged e Danya, i miei due lupi mi avevano seguito per così tanti anni ed io ho lasciato che morissero per mano di queste sporche creature…
Passarono giorni, forse settimane prima di arrivare ad una città ormai abitata solo da gente bigotta e lurida, alleata con gli Ordendor che ci tenevano prigionieri. Qui incontrammo una vecchia conoscenza dei miei nuovi compagni, la Serpe. Un nome che, a mio parere, rispecchia bene la sua morale, vedendo le amicizie che si è fatto. A quanto pare lui e il mio gruppo hanno dei trascorsi burrascosi e ci consegnerà ad un certo ‘Marcus’ per vendicarsi di un qualche torto.
Passarono altri giorni, solo per ritrovarci nuovamente rinchiusi vicino alla costa. Ci ritrovammo uniti solamente una volta portati al cospetto di Marcus: l’uomo era impressionante, possente e muscoloso. Su quello non c’è dubbio, è un nemico di cui avrei fatto decisamente a meno.
Marcus prestò principalmente attenzione ai miei compagni, a quanto pare ricercati da un certo ‘Malakar Voss’. Nonostante sia stato incaricato da Voss per trovare i miei nuovi compagni, quest’ultimo non gli ha indicato il motivo di così tanto accanimento per un semplice gruppo di avventurieri. La cosa non poté che incuriosire Marcus, che interpellò anche me brevemente per chiedere chi fossi, essendoci una persona in più tra quelle che sarebbero state da catturare. Cercai invano di dissociarmi dal gruppo per poter trovare un modo per liberarci tutti, ma Marcus non si fece ingannare così facilmente e dopo avermi insultata mi contò come parte integrante del gruppo.
Alla fine della discussione, Marcus rese abbastanza chiaro che la sua lealtà era sempre in vendita al migliore offerente. Cercammo di offrirgli diversi servizi o conoscenze ma inizialmente non si lasciò convincere. Ci diede quindi due giorni di tempo per discutere su cosa gli potessimo offrire.
Una volta rinchiusi in delle nuove celle, il gruppo mi promise delle spiegazioni una volta usciti da lì, cominciando poi a discutere su cosa poter offrire a Marcus. Dopo diverse speculazioni era chiaro che non potevamo offrire nulla di materiale, quindi finimmo per offrirgli un piano per impadronirsi di un potente artefatto nascosto su un’isola non troppo lontana da qui. Spacciammo questa conoscenza come il reale motivo per cui Malakar Voss ci stava dando la caccia, raccontando poi a Marcus diverse informazioni su questo artefatto e sul libro da cui il gruppo aveva recuperato queste informazioni, mentendogli riguardo allo stato attuale di quel libro.
Con non poca riluttanza e dubbio Marcus alla fine accettò di lasciarci navigare assieme ad un suo gruppo verso l’isola ed i preparativi iniziarono in fretta, partendo il giorno stesso verso una radura prima di arrivare alla costa effettiva.
Con l’aiuto di Ratto ho avuto l’opportunità di approfondire lo studio della lanterna che abbiamo trovato prima di essere catturati; quell’artefatto è incredibile e studiandolo mi son chiesta più e più volte chi mai potesse aver creato uno strumento del genere e come.
Sempre durante il nostro viaggio per i boschi ho avuto modo di conoscere Lan molto meglio.
Si è aperto con me spiegandomi le sue origini, o meglio il poco che ricorda a riguardo. Mi spiegò che forse era qualcuno di importante prima di essere stato trasformato in un goblin e ci aprimmo l’un l’altra sui nostri passati, oltre a spiegarmi le vicende di questa compagnia. A quanto pare hanno avuto il loro bel da fare… un giorno ti scriverò in dettaglio le loro avventure, mia cara Andara, ma ora non c’è tempo. Ho appena visto delle tracce di goblin, e non credo siano amici di Lan…