Campagna 3 - Log Sessioni

Log, riassunti e discussioni sulle sessioni svolte, aggiornati di settimana in settimana.
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Livelli

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SESSIONE 9 - 28/11/2024

Ratto, impaziente e sicuro delle proprie capacità, decise di avvicinarsi alla fattoria utilizzando l’invisibilità, ignorando i consigli del gruppo. Lan, rendendosi conto del pericolo, lo seguì per proteggerlo.

La fattoria era fortificata, circondata da alte palizzate, con diverse guardie che pattugliavano il perimetro. Quando Ratto si avvicinò al portone per osservare meglio, una pioggia di frecce lo sorprese da un lato, rivelando che i nemici avevano percepito la sua presenza nonostante fosse invisibile.

Lan reagì rapidamente, abbattendo un cecchino appostato in alto. Tuttavia, in quel momento, tre cavalieri irruppero sul campo di battaglia, mentre altri due arcieri, posizionati sui tetti, bersagliavano il gruppo con precisione letale. Maeve e Vaniar, udendo i suoni dello scontro, accorsero per dare supporto.

Lo scontro fu caotico e disperato. Ratto, preso dal panico, non riusciva a concentrarsi e a curare i compagni, che si trovavano in costante pericolo. I nemici sembravano inarrestabili, ma con grande fatica il gruppo riuscì a eliminare una parte degli avversari e a costringere i rimanenti alla fuga.

Terminata la battaglia, le grida soffocate provenienti dall’edificio principale catturarono l’attenzione del gruppo. Dall’interno si udivano voci provenire dai piani superiori, mentre un fuoco iniziava a divampare. Agirono immediatamente.

Vaniar utilizzò il suo rampino per raggiungere la soffitta attraverso una finestra. Una volta all’interno, trovò diversi contadini legati e terrorizzati. Maeve lo raggiunse per aiutarlo a liberarli, mentre Lan si occupava di raccogliere acqua dal pozzo per cercare di arginare l’incendio.

Nonostante i loro sforzi, l’edificio fu presto inghiottito dalle fiamme, ma i contadini furono tratti in salvo. Gli ostaggi, ancora scossi, raccontarono che i briganti erano stati introdotti nella fattoria da una donna che si era finta in difficoltà. I contadini, mossi a compassione, l’avevano ospitata, ma lei aveva tradito la loro fiducia, facilitando l’assalto dei suoi complici.

Quando descrissero la donna, Lan rimase sconvolto: i dettagli corrispondevano alla sua amica Anya. Rifiutava di credere che potesse trattarsi di lei, ma il gruppo, pur cercando di offrirgli delle spiegazioni, non poté escludere la possibilità. Vaniar, con tono rassicurante, ricordò al fratello adottivo che a volte si compiono azioni sbagliate per necessità.

Dopo essersi riposati brevemente, decisero di proseguire verso il villaggio indicato da Kallorek. I contadini, spaventati dai pericoli lungo il cammino, chiesero di poterli accompagnare fino al primo insediamento sicuro.

Durante il tragitto verso sud-est, Vaniar si accorse che qualcuno li stava seguendo. Non riuscì a scorgere nessuno, solo un’ombra che sembrò dissolversi nel nulla. Poco dopo, trovarono una radura adatta per accamparsi.

Durante il turno di guardia, Maeve notò una figura umanoide nell’ombra. Appariva inoffensiva, ma il suo atteggiamento era inquietante. Sveglio il gruppo, Lan tentò di accoglierla, preferendo affrontare un potenziale nemico alla luce del giorno piuttosto che lasciare che li osservasse nascosto nell’ombra.

La creatura, tuttavia, mantenne un comportamento enigmatico. L’irruenza di Vaniar peggiorò la situazione, spingendola ad allontanarsi. Prima di scomparire tra le ombre, pronunciò una frase enigmatica: "Ok, vado via, ma ci vediamo domani… Credo proprio che sarà una bella giornata!"

To be continued...

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Sessione 10 - 9/12/2024

Mentre il gruppo si dirigeva verso sud, una nebbia spettrale calò improvvisamente, avvolgendo ogni cosa in un silenzio opprimente. Vanyar, con lo sguardo inquieto, si fermò di colpo. Una voce lo chiamava, sussurrando nel vento. “Lo sentite anche voi?” chiese ai compagni, il suo tono grave. Gli altri scossero la testa, ma la tensione era palpabile. Decise di avanzare, attirato da quell’invito inquietante, mentre la nebbia si infittiva intorno a lui.
All'improvviso, come uno squarcio in un sogno, la visibilità tornò. Il gruppo si ritrovò in un paesaggio surreale, un mondo sospeso tra realtà e incubo. Ai loro piedi si apriva un crepaccio infinito, così profondo che il suo fondo sembrava inghiottito dal nulla. Tre teste di pietra emergevano dall'oscurità, i loro occhi brillavano di una luce innaturale. Più oltre, un imponente trono sembrava dominare quel regno irreale.

Apparve uno spirito, somigliava ad una delle tre statue, disse di chiamarsi Azra, e di essere Spirito della Morte. “Se ne prendo uno, porto pace. Se ne prendo molti, porto sofferenza. Cosa sono?” chiese, il tono gelido come la lama di una falce.
Vanyar, dopo un istante di riflessione, rispose: “Anime.”
La figura svanì, e al suo posto si fece avanti lo Spirito della Distruzione, Gorath. “Quando la polvere si posa sul campo di battaglia, cosa rimane?”
“Solo corvi e silenzio,” rispose l'elfo, con voce ferma.
Infine, lo Spirito del Tradimento, Maelis , apparve, una donna in un mantello che sembrava fatto di ombre. “Sono come il veleno nel calice, invisbile e letale. Cosa può fermarmi?” domandò, con un sorriso sardonico. Fu Ratto, il più scaltro del gruppo, a rispondere: “La lealtà.”

L'ultimo spirito scomparve e davanti al trono atterrò un drago con un cavaliere incappucciato sulla sua groppa. Vanyar disse, sei combattuto, la tua mente vacilla. Abbandona il tuo legame con DIEVAS. Siedi su quel trono e accogli un potere oscuro e senza limiti, il potere del mio signore. Segui una via libera, priva di catene.”
Vanyar comprese in quel momento che DIEVAS era forse l'entità stessa che gli infondeva quel calore al petto. Guardò il trono, tentato, ma fermo nel suo cuore. “Per quanto io sia visto come malvagio,” disse con voce potente, “voglio che il mio cammino sia ricordato come un cammino di bene.” Alzò il dito medio verso il messaggero e concluse: “Fottiti, io sto con DIEVAS.”

La scena svanì, e il gruppo si ritrovò nuovamente in cammino verso sud. Ma Vanyar portava con sé un dono: un potere nascosto, che avrebbe colpito chiunque osasse ferirlo. E nel suo petto, il calore di DIEVAS era più forte che mai.

Proseguirno e raggiunsero un insediamento, lo scenario era desolante: gli alberi intorno erano stati abbattuti, le strade vuote, e un silenzio innaturale dominava l'aria. Lan esaminò un carretto abbandonato, tracce di persone in fuga verso il centro. Era giorno quando il gruppo entrò nel villaggio. La palizzata in legno, apparentemente solida, non era sorvegliata. All'interno, un giovane terrorizzato fuggì alla vista della compagni, lo raggiunsero dopo un breve inseguimenti, ma l'uomo terrorizzato li indirizzò da quello che sembrava essere il loro leader, Taburas.

Taburas reticente rispose alle domande, disse che questo non era il villaggio che cercavano, il tempio di cui parlavano non era qui, forse più avanti, a circa un giorno di distanza c'era il villaggio di Parvana, con un tempio e un santone, Rafiq. Disse di non aver bisogno di aiuto e sembrava desideroso di vedere andare via il gruppo il prima possibile.

Intanto fuori dalla casa di Taburas, Lan fu avvicinato da un cittadino, disse di essere nel villaggio da pochi giorni e gli indicò un magazzino in cima alla collina. Lan indagò. Andarono al magazzino lontano indicatogli e trovarono cavi uncinati sporchi di sangue appesi al soffitto e 3 cadaveri carbonizzati, oltre che tracce di uomini e cavalli davanti all’entrata. Si resero conto che nell'insediamento non c'erano donne o bambini.

Taburas disse che i cadaveri erano persone morte di malattia e non avevano avuto tempo di seppellirli.

Decisero di indagare e seguire le tracce dei cavalli che partiva dal magazzino, dopo un breve viaggio raggiunsero una fattoria abbandonata, il gruppo si trovò dinanzi a una scena straziante. Una donna era inginocchiata, trattenuta per i capelli, mentre altri briganti si abbandonavano ad atti di inaudita crudeltà.

Il sangue ribollì nelle vene di Vanyar, e il gruppo intervenne con una furia devastante. La battaglia si accese in un istante: le lame brillavano alla luce lunare, i colpi riecheggiavano nell'aria, e le grida dei briganti si spegnevano sotto l'impeto implacabile dei nostri eroi.

Una giovane stava per subire uno stupro all'interno di un carretto, ma Maeve la salvò con una precisione letale. Le altre trenta prigioniere, donne e bambini, erano rinchiuse in una casa diroccata poco distante, impaurite e impotenti.

Quando tutto si fu calmato e le donne salve, queste rivelarono che altri banditi sarebbero potuti arrivare di li a poco, ce n'erano almeno 10.

Decisero di tendere loro una trappola.

Lan e Maeve, si travestirono da briganti e allestirono un inganno: si piazzarono accanto al carro, fingendo di avere il controllo della situazione. Gli altri si nascosero nell'ombra, pronti a colpire. Quando i briganti arrivarono, il piano sembrava funzionare, ma uno di loro intuì l'inganno. L'effetto sorpresa svanì, e la battaglia esplose con furia.

Tra loro pareva esservi anche il capo…

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SESSIONE 11 - 16/12/2024

La battaglia infuriava con una ferocia devastante. Le forze erano impari: i banditi, crudeli e spietati, si abbattevano come una tempesta su Soraya e il resto delle donne che tentavano disperatamente di difendere il villaggio. Il gruppo combatteva compatto, ma il loro nemico era guidato da un oscuro condottiero, dotato di abilità straordinarie che sembravano portare la vittoria sempre più vicina alle fila di Markus.

Ratto, sopraffatto dalla disperazione, cercò di attingere all’ultima scintilla di potere magico che condivideva con Shawn, il suo fedele compagno. Ma qualcosa andò storto. In un attimo di perdita di controllo, vide Shawn esplodere in una nube di fuoco tra le fila nemiche. Un sacrificio straziante, e per giunta inutile. Il grido di dolore di Ratto echeggiò sul campo di battaglia, ma fu spezzato da una freccia che lo trafisse. Cadde morente in una pozza di sangue.

Mentre il gruppo si preparava al peggio, un urlo straziante squarciò l’aria proveniente dalla casa dove si nascondevano le donne superstiti. Una creatura d’incubo emerse dall’ombra: un abominio con il corpo di un ragno e la parte superiore umanoide. Il mostro distrusse tutto ciò che trovava sul suo cammino, seminando terrore anche tra gli uomini di Markus, che preferirono la ritirata di fronte a un tale orrore.

La situazione sembrava perduta. Maeve cadde, ma Vanyar riuscì a salvarla in extremis, curando anche il morente Ratto. La creatura venne infine abbattuta grazie al coraggio indomito di Lan. In quel momento di relativa calma, Ratto, tormentato dal sacrificio di Shawn, si sentì sopraffatto dal senso di colpa e dalla paura di aver perso il controllo di sé.

Durante la ricerca di indizi, Lan trovò una lettera rivelatrice: un accordo tra Markus e un misterioso alleato per organizzare un’invasione di Ordendor via mare. Con il calare della notte, il gruppo si rifugiò in una casa abbandonata. Maeve, sempre enigmatica, rifiutò di rivelare i dettagli sul suo oscuro committente, accrescendo la diffidenza degli altri. Durante il suo turno di guardia, Maeve evocò l'immagine del Legato Malakar Voss, che la intimò di portare il gruppo verso la costa. La sua supplica per risparmiare i compagni innocenti cadde nel vuoto.

Quando toccò a Ratto fare la guardia, bussarono alla porta. Si trovò davanti l’uomo che li perseguitava da tempo, enigmatico e inquietante. "Domani sarà una bella giornata", disse con un sorriso beffardo, prima di andarsene. Scosso, Ratto riportò in vita Shawn, che appariva altrettanto turbato dagli eventi.

Verso Parvana e il Tradimento di Raphik

Grazie alle indicazioni Soraya, il gruppo si mise in marcia verso Parvana, il villaggio del prete Baker, noto anche come Raphik. Parvana si rivelò un insieme di case senza difese, abitato da persone devote a Milil'Al'Zhaf, un culto guidato dall’imam Raphik. Ratto riconobbe in quella fede tracce di un’antica divinità Sarcosan, Sorusc, il Dio delle Stelle.

Nel tempio, privo di finestre e inquietante nella sua struttura, Raphik accolse il gruppo con gentilezza, narrando leggende del culto e mostrando immagini e arazzi dedicati a Sorusc. Quando Lan chiese di visitare le cripte, il gruppo venne scortato nel cuore del tempio, dove una voragine dominava la stanza. Intorno, simboli e raffigurazioni raccontavano il sacrificio di Sorusc.

Durante il riposo Maeve, rimasta fuori durante la notte, incontrò nuovamente l’uomo dagli occhi vacui. Il giorno seguente, il gruppo decise di esplorare le cripte alla ricerca del tomo, accompagnati dagli abitanti del villaggio fino alla voragine. Ratto e Maeve, sospettosi delle vere intenzioni di Raphik, si ritrovarono confermati nei loro timori quando, una volta discesi nella voragine, la corda venne rimossa.

"Mi dispiace, amici. La campana suona!" esclamò Raphik con un sorriso sinistro. Il gruppo si ritrovò intrappolato nelle profondità della terra, circondato da ossa,n fango e un silenzio opprimente. Lan percepì subito la presenza di qualcosa di terribile che viveva in quelle tenebre. Maeve, usando i suoi poteri, si teletrasportò in cima alla cripta, ma venne immediatamente attaccata dagli abitanti in agguato armati di forconi.

TO BE CONTINUED...

Un racconto di tradimenti, oscurità e sacrifici, dove ogni decisione porta il gruppo sempre più vicino al baratro dell’ignoto. Riusciranno a sopravvivere all’orrore che li attende?

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SESSIONE 12 - 14/01/2025

Maeve precipitò dalla sommità del “pozzo”, portando con sé anche le speranze dei nostri eroi di tornare indietro. Il gruppo iniziò a indagare sul luogo, scoprendo solamente della fanghiglia sparsa ovunque, senza particolari tracce. Al centro si trovava una botola con sbarre che si apriva su un profondo buco, al cui fondo vi era dell’acqua. Lan lanciò un masso per verificarne la profondità, ma risultò troppo alta per tentare una discesa.

Intanto, la campana continuava a suonare, mentre gli abitanti del villaggio chiudevano il passaggio con una grata ben fissata. Maeve, furiosa, urlò minacciando: “mi vendicherò, non finirà qui!”. Improvvisamente, una creatura fatta di fango, con mani artigliate, comparve da una delle quattro strade disponibili per cercare il tomo e una via d’uscita. La creatura era estremamente forte, ma i nostri eroi riuscirono ad abbatterla. Tuttavia, si accorsero che si rigenerava e nulla poteva fermarla, nemmeno quando Vaniar le fece saltare la testa o Rodnak tentò di bruciarla.

Incapaci di spiegarsi il fenomeno, decisero di cercare un’eventuale fonte di vita nella direzione da cui era comparsa. Nel frattempo, legarono la creatura e la fissarono con dei chiodi per rallentarla. Correndo, si accorsero di trovarsi in un luogo antichissimo, con simboli di Sorosc e una mano scheletrica. Rodnak prese la mano, sperando di trovarne un uso, mentre Lan cercava tracce da seguire.

Gli avventurieri si ritrovarono in una stanza completamente vuota, eccetto per una parete con un segno di sangue essiccato. Ratto riportò su una pergamena quanto inciso sul muro, comprendendo che si trattava di una specie di mappa abbozzata. Con l’aiuto di Lan, identificarono il punto di partenza: un piccolo passo avanti.

Proseguendo, raggiunsero una botola con vecchie scale. Scendendo, Lan trovò una strada che finiva in un burrone. Dall’altra parte, il tunnel continuava, ma era troppo distante, come se la roccia fosse crollata su se stessa. Dal basso provenivano strani gorgoglii delle creature. Tornarono indietro e imboccarono un altro cunicolo, seguendo l’odore di sangue percepito da Shon. Giunsero in una stanza con un altare, circondato da tre statue, e al centro una coppa fissa con del liquido al suo interno.

Quando Lan toccò il liquido, un urlo provenne da una delle statue, allertando chiunque nel labirinto. Si accorsero che la forma della statua era cambiata, aprendo ora una bocca minacciosa. Il rumore attirò di nuovo la creatura, e un’altra battaglia iniziò. Con grande difficoltà, riuscirono ad abbatterla, ma non a fermarla. Lan, pensando a una possibile soluzione, si tagliò e lasciò cadere alcune gocce di sangue nella coppa. Come per magia, riuscì a vedere la creatura, acquisendo così un vantaggio temporaneo. Decisero quindi di gettare pezzi della creatura nel burrone, guadagnando tempo prima che potesse rigenerarsi e raggiungerli di nuovo.

Proseguirono fino a trovare una scala a pioli che conduceva verso l’alto. Raggiunsero una cripta piena di bassorilievi raffiguranti figure incappucciate che portavano urne. Al centro della stanza si trovava uno scheletro, circondato da sei urne, alcune delle quali rotte o segnate. L’ambiente puzzava di legna bruciata. Su una parete era incisa una scritta:“Solo il silenzio più totale può sentire la verità”.

Esplorando ulteriormente, trovarono una pergamena con scritte vaghe e di tono religioso: “La verità è leggera come la cenere… l’acqua purifica i fedeli… le crepe appartengono ai tradimenti”. Seguendo le istruzioni, ed anche unpo' improvvisando vista la poca chiarezza delle scritte, versarono acqua nelle urne segnate, e lo scheletro prese forma, dicendo: “Grazie per avermi liberato”.

La creatura scheletrica si presentò come un fedele di Sorosc, rivelando che il dio era impazzito e si era trasformato nella creatura immortale che vagava nel labirinto. Gli avventurieri chiesero come uscire e come trovare il tomo. Lo scheletro rispose che vi erano diverse uscite difficili da individuare e che una biblioteca al secondo livello poteva contenere il tomo. Seguendo le indicazioni, il gruppo si mosse in silenzio per evitare di essere individuato dalla creatura.

Arrivati al secondo livello, si trovarono davanti a un bivio. Scelsero una strada a caso, trovando una nicchia che Vaniar decise di rompere, ignorando il rischio di fare rumore. All’interno, trovarono una pergamena intatta che Ratto analizzò, scoprendo che conteneva un potente incantesimo per parlare con i morti.

Continuando, incontrarono un portone enorme e ben chiuso. Capirono che, se lo avessero forzato, avrebbero rischiato di far crollare il soffitto, bloccando definitivamente il passaggio. Decisero quindi di aggirare la stanza, sperando fosse la biblioteca, ma non trovarono segni evidenti.

Si imbatterono in una stanza piena di strane mele azzurrine. Poi proseguirono invano, cercando una strada chiara, ma senza successo. Trovarono un’altra piccola cripta, che questa volta Lan aprì silenziosamente, trovando un’altra pergamena che fu consegnata a Ratto. Il tempo passava, e le speranze cominciavano a svanire, facendo perdere loro anche il senso dell’orientamento.

Dopo un po’, raggiunsero un luogo strano con un muro che Lan scoprì essere un’illusione, un passaggio. Decise di entrare, legandosi a una corda tenuta da Rodnak, ma questa si spezzò. Preoccupato, Rodnak si lanciò alla ricerca del compagno, mentre gli altri rimasero esitanti, temendo cosa potesse attenderli.

Lan e Rodnak, nel frattempo, esplorarono le sale vicine, segnando con torce il loro percorso. Si imbatterono in una stanza con piante di vite dai frutti strani. Lan ne mangiò uno e si sentì subito magnificamente, mentre Rodnak, dopo aver fatto lo stesso, iniziò a sudare copiosamente. Alla fine, si riunirono al gruppo, che aveva deciso di seguirli.

Continuando il loro viaggio nel labirinto infinito, Ratto cercò di segnare sulla sua mappa tutte le strade, gli incroci e le scale incontrate. Arrivarono a una stanza con globi appesi contenenti gemme rare. Decisero di prenderle, e Lan le aprì con attenzione. Subito dopo, quasi per magia, si ritrovarono al punto di partenza iniziale.

I nostri eroi capirono che le porte nascoste potevano essere vie rapide per tornare al pozzo; che la creatura seguiva i rumori e che il silenzio poteva forse tenerla a bada. La biblioteca, e forse il tomo, si trovavano al secondo livello. Non sarebbe stato facile, ma erano pronti a ripartire per trovare nuovamente la strada.

To be continued.
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Ultima modifica di Thooor il 27/02/2025, 15:47, modificato 1 volta in totale.

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Sessione 13 - 29/01/2025

Il gruppo ha proseguito l’esplorazione nelle profondità del tempio, imbattendosi in sale cariche di simboli occulti e presenze inquietanti. Incontrano nuovamente la creatura misteriosa che infesta il dungeon ma, superato quest’ostacolo, riescono finalmente a impossessarsi di un antico tomo dai poteri sconosciuti.

Ratto, affascinato dal volume, tenta di decifrarlo. Mentre lo fa, l’intero gruppo si ritrova in un’altra epoca, in cui assumono le sembianze di fieri Dorniani. Si trovano su una nave che solca acque ignote, alla ricerca di un uomo partito per una spedizione misteriosa in un luogo segreto. Quindi approdano su un’isola dominata da una fortezza imponente e si muovono in avanscoperta verso l'antica costruzione. In questa visione, il fedele cane di Ratto, Shawn, si è trasformato in un corvo, ulteriore conferma del legame tra i due mondi. Sigmar, questo il nome dell'alterego, ha caratteri simili ma presenta, a differenza della controparte, una naturale attitudine al comando e consapevolezza dei propri mezzi.

Improvvisamente, Ratto esce dalla trance e il gruppo si ritrova di nuovo nei sotterranei dell'antico tempio. Scatta una fuga forsennata per cercare la via d’uscita, che riescono infine a trovare, sfuggendo quindi alla creatura deforme e immortale. Tornati nel tempio, decidono di fare piazza pulita: Raphik e tutti i seguaci di Sorosc presenti nella costruzione vengono eliminati in un impeto di violenza. Maeve spinge la carneficina al punto di non risparmiare nemmeno dei giovani accoliti, suscitando profondo disagio in Ratto.

Prima di andarsene, il gruppo dà fuoco al tempio, abbandonando il villaggio mentre le fiamme illuminano minacciose la notte alle loro spalle. Fuggono quindi dal villaggio mentre il resto dei paesani si sta radunando per capire cosa è successo.

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Sessione 14 - 10/02/2025

La fuga dal villaggio è avvenuta nella notte, illuminata dalle fiamme che ne divoravano i resti. Esausti e bisognosi di mettersi in salvo, i nostri eroi hanno trovato rifugio in una radura ritenuta sufficientemente sicura. Proprio lì, come spesso accade di recente, è tornato a far loro visita il misterioso viandante che vaga nell’oscurità.

L’uomo si è mostrato cordiale e sorprendentemente informato su alcune navi cariche di Ordendor in arrivo sulla costa sud dell’isola. Ha però declinato l’invito a unirsi al gruppo e non ha voluto rivelare né la meta del suo viaggio né come riesca a muoversi indisturbato tra tanti pericoli. Incuriosito, Lan ha tentato di pedinarlo, ma presto le tracce del viandante si sono fatte illeggibili, trasformandosi in impronte di cinghiale. Un indizio che ha spinto il gruppo a sospettare che possa trattarsi di un druido o di qualcuno con poteri simili.

Il giorno seguente, i nostri eroi si sono rimessi in viaggio e si sono imbattuti in un ponte occupato da un manipolo di banditi, i quali tenevano in ostaggio una famiglia di contadini. Ne è scaturita una battaglia violenta, al termine della quale il gruppo è riuscito a liberare gli ostaggi. Da loro hanno saputo che l’intero villaggio è caduto preda di un nutrito gruppo di razziatori. Determinati a restituire la libertà agli abitanti, i nostri eroi hanno deciso di intervenire.

Mai scelta fu più sventurata: il capo dei banditi era infatti la Serpe, un vecchio nemico che aveva ancora un conto in sospeso con Lan e i suoi compagni. Ne è sorto uno scontro furioso nei pressi di una grande abitazione, in cui la superiorità numerica dei malviventi ha messo seriamente in difficoltà il gruppo. Nel pieno della battaglia, Lan ha riconosciuto una figura inaspettata: Anya, al fianco della Serpe e della sua masnada. Cosa ci fa con loro? Mentre questi interrogativi s’insinuano nelle loro menti, i nostri eroi lottano disperatamente per la propria sopravvivenza.

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SESSIONE 15- 25/02/2025

La battaglia infuria ed è più dura di quanto i nostri eroi si aspettassero. Quando anche la casa diroccata, che offriva loro un minimo riparo dagli attacchi a distanza, inizia a prendere fuoco, si guardano l'un l'altro e decidono di fuggire. Lan prova a convincere la sua amica Anya a seguirli, ma lei non lo fa. Voltandosi, si accorge che sta raggiungendo La Serpe.

Nel frattempo, Ratto attinge alle sue ultime riserve di energia e svanisce, diventando invisibile. Essendo l’ultimo a uscire dalla casa in fiamme, sente La Serpe offendere Anya, trattandola come un oggetto di sua proprietà. Quando tutti si ritrovano fuori pericolo, racconta quanto ha sentito. Lan è incredulo e sospetta che Anya sia un’infiltrata al servizio di qualcuno o qualcosa. Tuttavia, tutti l’hanno vista salvare degli innocenti, quindi è chiaro che il suo misterioso atteggiamento nasconda qualcosa.

Pochi istanti dopo, vedono avvicinarsi dei cavalli. Tentano di nascondersi, ma Vaniar viene scoperto. È Erik, un fedelissimo della Serpe, che lo riconosce e cerca di catturarlo. Lan prova ad aiutarlo scagliando una freccia che va a segno, dando così al fratello elfo qualche attimo per fuggire. Gli altri restano nascosti, fortunatamente non individuati dai nemici, che sono in numero nettamente superiore.

Ratto tenta di aiutare Vaniar, ma, come spesso accade, si lascia sopraffare dalla paura. Usa il suo fedele animale per lanciare un incantesimo, ma qualcosa va storto e l’effetto si ritorce contro Vaniar, rendendolo ancora più debole. La situazione è critica: sarebbe necessario un supporto, ma Rodnak decide di restare fermo, consapevole che quel campo di battaglia è troppo per loro.

Lan, invece, non resiste all’idea di lasciare il fratello in pericolo e prova a muoversi con destrezza. Purtroppo, all’ultimo istante il fato gli è avverso: viene individuato e colpito da una pioggia di frecce che per un soffio non lo uccidono. Ma è in quel momento che accade qualcosa di inaspettato. L’ombra di Lan si stacca da lui, lo finisce e poi si scaglia contro i nemici. È un’ombra incorporea potentissima, tanto da mettere in difficoltà i cavalieri. E poi, un altro colpo di scena: l’ombra ruba quelle dei suoi avversari, moltiplicandosi.

Lan si risveglia magicamente grazie al frutto mangiato nel sottosuolo. A questo punto, tutti gli uomini di Erik si concentrano sulle ombre, che diventano sempre più numerose. I nostri eroi, terrorizzati, fuggono ancora una volta.

Dopo essersi allontanati, trovano una grotta e decidono di fermarsi a riposare. Ma molte domande li tormentano: Lan è senza ombra. Inoltre, il goblin sta diventando un problema sempre più grande: la maledizione della puzza lo rende individuabile a distanza, e ora anche la sua ombra, staccatasi da lui, sta seminando il caos, attaccando chiunque sul suo cammino e moltiplicandosi assorbendo altre ombre.

Quando finalmente sembra esserci un attimo di tregua, due ombre appaiono pronte ad aggredirli. Come hanno fatto a trovarli? I sospetti cadono su quella di Lan: dopotutto è pensabile che conosca sempre la posizione del suo "proprietario".

Non hanno scelta: devono combattere. Un raro colpo di genio di Ratto gli fa intuire che la luce potrebbe essere efficace contro le ombre. Così crea una fonte luminosa che permette al gruppo di abbatterle con maggiore facilità. Per magia, l’ombra sconfitta torna a essere parte di Lan, e si suppone che lo stesso sia accaduto alle ombre degli altri "vecchi padroni".

Finalmente, un po’ di riposo. Durante ques'ultimo arriva il solito mendicante "gentile" che agita Vaniar ma non Lan il quale lo ospita offrendogli calore e parlando con lui sperando di scoprire qualcosa di più. Come ogni notte li saluta gentilmente e se ne va allora Lan ci prova chiedendogli un favore: se trova qualcosa che possa curarlo dalla maledizione della puzza di portargliela. E lui, chiamato Rand dal Goblin, lo guarda dicendogli che lo farà e svanisce nel buio.
E' il momento di dormire ma Ratto, preso dalla smania di scoprire il passato e il potere del libro trovato nella cripta, nel suo turno lo riapre. La storia dei Dorniani della Prima Era riprende:

… erano ormai vicini al ponte levatoio, ma non capivano come abbassarlo. I cani abbaiavano. Flochy e gli altri si accorsero che non era solido come sembrava, così trovarono un modo per forzarlo. Riuscirono ad abbatterlo e ad aprire la porta, che in realtà non era chiusa. Entrarono e furono avvolti da uno strano silenzio. I Dorniani, spavaldi e convinti di trovare da un momento all’altro la bestia di Izrador o i suoi seguaci, si guardarono intorno. L’interno rivelò un luogo inquietante: sei statue dal volto severo, un piedistallo alto con una sorta di trono, una fontana al centro con acqua brillante e un suono misterioso.
Flochy avanzò lentamente, intravedendo una tenda. Si voltò verso i compagni, che gli fecero cenno di attendere. Sigrid, il capo della banda, osservò la stanza con il suo corvo e intuì che vi fosse qualcosa di magico. Tuttavia, dovevano andare avanti. Sollevarono la tenda e, in quello stesso istante, una statua prese vita…

Ratto chiude bruscamente il libro. I suoi compagni si svegliano e lo guardano torvo... ancora una volta!

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SESSIONE 16 - 10/03/2025

La notte, nonostante l’ennesima sorpresa di Ratto nell’aprire quel maledetto libro — nonostante gli fosse stato loro detto di non farlo durante il riposo dei compagni, ma solo in altri momenti — passava senza problemi particolari. Al risveglio, però, non c’era traccia di Maeve. Attendemmo un po’, sperando che tornasse, ma nulla. Iniziarono le ricerche e Cane di Ratto trovò una traccia. Decisero di seguirla. L'anello che Maeve possedeva era una chiave troppo importante per Lan, affinché potesse, almeno lui credeva, risolvere la maledizione che lo affliggeva.

Si incamminarono, e dopo ore raggiunsero un sentiero che si inerpica verso una collina, con un panorama montuoso molto distante sullo sfondo. Le tracce portavano lì, quindi decisero di seguirle, anche perché non avevano alternative. La strada cominciava a perimetrare la collina, diventando sempre più antica, ma abbastanza intatta da far sorgere il dubbio in Lan che fosse ancora battuta. Decise di andare in avanscoperta e si accorse della presenza di due cacciatori che stavano banchettando. Apparentemente non erano pericolosi. Avvisò il gruppo e decisero di presentarsi senza nascondersi, poiché non avevano cattive intenzioni.

Ratto iniziò a parlare con loro, essendo l’unico a comprendere la loro lingua. La cosa strana era che i cacciatori chiedevano prima se eravamo della banca di Marcus, poi se seguivamo “la negra”. Non sembravano interessati a nulla in particolare, ma volevano solo accertarsi che non fossimo un pericolo per loro. Lan provò a dialogare brevemente, ma scoprì solo che il posto era antico e pericoloso.

Il luogo era una semplice collina, con la punta simile a una "torre" di pietra antica, su cui era raffigurato un enorme sole al centro. Poco più in là, delle scale mezze diroccate conducevano a un punto di osservazione più elevato, con una specie di bacile al centro contenente acqua. Sebbene sembrasse un antico rudere, Ratto, grazie alle sue abilità magiche, si accorse che era un luogo intriso di magia.

Intanto, prima di andare via, i cacciatori raccontarono di aver visto la “negra” salire le scale e poi non fare ritorno. Prepararono le loro cose e decisero di lasciare il posto, dicendo: “Con un cielo senza luna, è meglio stare lontani da questi posti infestati da creature pericolose.” Salutarono e si diressero verso il bosco, cercando riparo. Ratto non si fidava e mandò il suo fedele cane a origliare.

A questo punto, decisero di cercare tracce, ma tutti i tentativi risultarono vani. Provavano a spostare e riposizionare il bacile di pietra, lo svuotavano, setacciano ovunque, ma non trovavano nulla, se non una piccola macchia di sangue raggrumato su una sponda della piccola "torre". Vaniar era scosso e spaventato e cercò di convincere il gruppo a tornare più tardi, ma Lan era determinato, accecato dalla paura di perdere l'anello e quindi la possibilità di liberarsi dalla sua maledizione. Rodnac assecondò l'amico, pensando che quel posto potesse essere ben difeso, senza rendersi conto di eventuali altri pericoli.

Nel cercare accuratamente, Lan trovò una conchiglia. Era strano, considerando quanto fossero lontani dal mare, ma a parte questo non c’era nulla di più.

La notte calava e, dopo un po’, sentirono un forte rumore di onde che sbattevano contro la roccia, e delle creature alate comparvero dal nulla. Iniziò la lotta, e quelle creature misero a dura prova i nostri eroi. Ratto venne preso e tirato via, Lan saltò per afferrarlo e aiutarlo, Rodnac cadde, ma alla fine, uniti come sempre, riuscirono ad abbattere una delle creature. Questa, magicamente, fece sparire le altre e il mare si aprì, rivelando un panorama desertico e, infine, un varco con delle scale al centro del sole raffigurato. I nostri eroi persero troppo tempo a curare le ferite e le creature sparirono nuovamente.

Analizzando bene il sole raffigurato, ricordarono quando Nara, Seline e Baham gli parlarono del tomo, della luce, del faro che era apparso anche nella visione di Lan, e dei draghi. La profezia delle Colline del Sole, e la loro posizione, che Baham aveva descritto minuziosamente, combaciava con ciò che avevano davanti, ma mancava ancora l'anello che Maeve aveva portato via.

Pieni di dubbi e paure, capirono che dovevano aspettare ancora. Nel frattempo, tornò il cane, che raccontò al padrone di individui a cavallo che avevano chiesto di loro, e sembrava che i cacciatori, minacciati, avessero indicato la collina. Tuttavia, i cavalieri non arrivarono durante la notte, forse consapevoli dei pericoli che incombono in questi luoghi. Lan li teneva d’occhio, osservando un piccolo fuoco da accampamento in lontananza, ma non importava: la missione era più importante. Continuarono a riposare, anche se la sensazione era che fossero passate tantissime ore, dato l'orientamento delle stelle.

Durante gli ultimi riposi, tornò, come orami era consuetudine, la vecchia conoscenza di Lan, da lui stesso rinominato Rand. Il misterioso uomo, che salutava sempre con: "domani sarà una bellissima giornata", era sempre gentile, soprattutto con Lan. Gli raccontò delle antiche civiltà che vivevano in questi luoghi e di come fosse avvenuto il loro disfacimento. Infine, per simpatia nei confronti di Lan, gli regalò una piccola perla molto strana e gli disse che era un oggetto molto ricercato dalle antiche civiltà, ma soprattutto dagli "incantatori". Poi, come sempre, salutò e sparì nel nulla. Ratto capì che la perla offriva agli incantatori una sorta di riserva di potere, ma se queste perle dovessero accumularsi, avrebbero reso gli incantatori estremamente potenti. Ecco perchè tanto ricercate.
Rodnac nutriva dubbi su chiunque richiamando Lan di essere "troppo buono" e di fidarsi troppo. Il Dorniano aveva vissuto la sua vita a combattere tanto da non vedere più buonafede nel prossimo. Anche Vaniar era sempre duro sull'argomento e Ratto si faceva un po' trascinare anche se il suo cuore forse diceva altro.
Lan, con le lacrime agli occhi, si lascò andare in uno sfogo dove chiedeva ai suoi amici di avere un più di fede nel prossimo e che se uno schifosissimo Goblin poteva essere buono allora c'era speranza, indicando se stesso.
Questa presa di coscienza di Lan nel ricordare ai suoi amici (ed a se stesso)di essere un essere disgustoso con tanta speranza nell'animo, fece breccia nei cuoi dei suoi amici tanto da non infierire ulteriormente.

La notte passava, ma il risveglio fu più tardo del solito e la luce era già alta. Il posto rimase inesplorato, e l'unico pensiero comune era: "Dobbiamo entrare appena quelle scale ricompaiono". Tuttavia, i cavalieri che stavano cercando i nostri amici erano ora alla fine delle scale e...

To be continued

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Livelli

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SESSIONE 17 – 18 MARZO 2025


La notte precedente abbiamo fallito perché, sfiniti dal combattimento, non abbiamo corso quando le scale sono comparse nel deserto e la notte senza luna è passata e forse anche la nostra possibilità di entrare nelle rovine.
Ora cinque cavalieri ci aspettano alla base delle rovine. SHAWN aveva sentito parlare con alcuni cavalieri i cacciatori che, minacciati, avevano rivelato la nostra posizione. Lan si muove per esaminare questi nuovi venuti ma non li riconosce. Loro lo vedono e dicono di essere stati inviati da Marcus e che lui ci vuole parlare. Non vogliamo scendere e loro attenderanno finché non avremo finito le provviste ma fare aspettare Marcus non è una buona idea.

Vanyar è cupo e pensieroso. Sente scivolargli di mano una grande possibilità per colpa di quella Negra… Riepnsa a Baham che disse a Lan “qualcosa sta arrivando” e la lettera dove Marcus parlava di accordi e che non avrebbe interferito con gli Ordendor. La sua colpa sta seguendo Vanyar anche qui nel sud ma come avrebbe potuto trovarli Voss?

La magia è ancora attiva anche oggi. Lan cerca cocciuto e trova una pietra, dove sarebbe stata la scala che scendeva, con disegnata un’alta torre e un uomo con una grande ombra. Ci sono anche iscrizioni simili all’elfico, che Ratto comprende: “il Faro è stato progettato per portare luce nell’oscurità”. La luce che Vanyar sta cercando sembrava cosi vicina…
Vediamo 1 cavaliere che si allontana sotto di noi
Giunge il 1 giorno dell’arco di Sennar e il caldo arriverà con esso. Decidiamo di rimanere un’altra notte nelle rovine con fuochi accesi e corde ben legate. Giunge a salutarci Rand, la figura non umana e non visibile dal cane Shawn, che ogni notte si vuole sedere nel nostro cerchio e ci dice che l’indomani sraà una buona giornata. Lan gli racconta tutto considerandolo un amico mentre Vanyar è infastidito e diffidente.

Gli altri quattro cavalieri dirigono nel bosco.
Rand ci dice che i fari sono stati distrutti. Uno di essi si trova nel mare e uno sulla costa. Precisa che servivano non a dare indicazioni ai naviganti, servivano a guidare e guarda verso il cielo. Aggiunge che sono stati costruiti in tempi remoti da umani ed elfi. Altre rovine si trovano su quest’isola, di cui una a ovest con pietre fluttuanti. Finalmente si ritira e noi dormiamo facendo turni di guardia.

Ci sveglia Shawn per l’arrivo di un orso che, per nulla distratto dal cibo che Vanyar gli lancia, ci attacca,. Finisce con le lame corte di Lan dentro il cranio.
Fino alla prossima notte senza luna, che potrebbe darci nuovamente ingresso a queste rovine, decidiamo di proseguire e portare il libro a Kallorek ma solo dopo averlo letto. Strada facendo troviamo una capanna e una giovane donna affranta perché dei banditi le hanno rubato tutto il suo raccolto di riso. Troviamo i mascalzoni, che Vanyar vorrebbe trucidare, ma Ratto e Lan parlamentano ottenendo un sacco di riso che riportiamo alla donna. Poco gentile ma ci ospita per la notte e sfama.
Ci chiudiamo in una stanza, blocchiamo la porta e Shawn fa la guardia. Entriamo nel libro ma il Golem ci picchia malamente…

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Livelli

Messaggio Inviato da Anomand3r »

Sessione 18 - 24/03/2025

Il combattimento contro il Golem si rivelò subito arduo e letale. La creatura di pietra sembrava quasi immune ai colpi inferti dal gruppo di Dorniani, e solo la forza brutale di Bjorn riusciva a infliggergli qualche danno significativo. Con un colpo devastante, il Golem abbatté Sigmar, che crollò a terra privo di sensi. Fu solo grazie all’intervento tempestivo dell’alter ego di Vanyar che il compagno poté essere salvato. Alla fine, dopo uno scontro estenuante, la creatura fu distrutta e i compagni si rifugiarono sulla pensilina che ospitava un trono e una misteriosa conca di metallo, la cui funzione rimaneva ignota.

Il gruppo, stremato, cercava di riprendere fiato, ma fu colto di sorpresa da un manipolo di creature simili a fauni, dotate di poteri arcani in grado di soggiogare le menti con un canto incantato. Floki fu il primo a reagire, lanciandosi all'attacco e proteggendo Leif, caduto vittima dell’incantamento. Dopo una dura lotta, i fauni vennero sconfitti.

Proseguendo l'esplorazione, i Dorniani si inoltrarono in un intricato sistema di gallerie sotterranee, dirigendosi verso nord. Qui trovarono una sala scavata nella roccia, illuminata da innumerevoli candele. In fondo alla stanza, un pugnale dall’aspetto enigmatico li attirò. Ma spegnere anche solo alcune candele si rivelò un errore: altri fauni apparvero, e ben presto iniziarono a moltiplicarsi. Sigrid curava dalle retrovie, mentre i tre Dorn si ritrovavano accerchiati. Bjorn rischiò di cadere, ma l’aiuto dei compagni fu provvidenziale. Alla fine, vittoriosi ma gravemente feriti, i quattro riuscirono a mettere le mani sul pugnale: una lama traslucida, simile al vetro, dai colori cangianti e imprevedibili. Floki la prese con sé: sembrava fatta su misura per lui.

Feriti ma determinati, i Dorniani continuarono il loro viaggio fino a raggiungere una vasta sala. Una ballista gigante era puntata verso una grata, sorvegliata da due figure traslucide e non morte. La grata si aprì, e due altre figure spinsero un carretto pieno di piante dall’aspetto alieno. Sigmar intuì subito un legame tra quelle piante e il pugnale appena ottenuto. I compagni decisero di seguire il carretto, che venne infine depositato in una stanza adibita a magazzino, poco distante.

Un'ulteriore discesa li condusse in una grotta e poi a un ingresso metallico che dava accesso a un condotto sotterraneo. All’interno, l’aria era intrisa di una strana sostanza, probabilmente legata alle piante misteriose. Trattennero il respiro e si addentrarono rapidamente in una grande sala circolare piena di strani macchinari. Al centro, una gemma luminescente fluttuava su un piedistallo, circondata da figure metalliche fluttuanti dalla forma cilindrica e cubica. Nessuna scritta, nessuna spiegazione… solo rune intricate incise su una serie di pulsanti metallici.

Sigmar intuì che, forse, inserendo la giusta sequenza si sarebbe potuta disattivare la macchina. Ma perché farlo? Qual era il legame tra la gemma, il macchinario e tutto ciò che avevano visto fino a quel momento? E il Dorniano che cercavano… che fine aveva fatto?

Mentre queste e altre domande si affollavano nelle menti dei compagni, dall'altra parte del libro, Ratto chiuse di colpo la lettura.

Un'amara sorpresa lo attendeva.

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