SESSIONE 4 - 25/09/2024
I nostri tentativi di fermare Maldiluna sembravano infiniti, il maledetto elfo si muoveva rapido, cercando ogni via di fuga. Ma alla fine, le nostre forze unite misero fine alla sua corsa. Vaniar, con un rapido sguardo, capì che l'elfo poteva essere più utile vivo che morto. Lo stabilizzò, deciso a usarlo come prova. Tuttavia, proprio in quel momento, un urlo improvviso squarciò il silenzio della notte, illuminando l'oscurità con il presagio di un nuovo pericolo.
Ratto, senza esitare, corse verso la fonte delle grida. Quando arrivò, vide Lama d’Ombra, un altro sicario de La Serpe, che emergeva dall'oscurità con l'arco teso, ma invece di scoccare la freccia, si dileguò nella notte come un fantasma. Ratto si avvicinò, tremante, a Jonah che era inginocchiato, scosso dal terrore. Vicino a lui, i due testimoni giacevano sgozzati, il loro sangue impregnava il terreno. Il nostro già fragile piano sembrava sgretolarsi davanti ai nostri occhi.
Con poche prove a disposizione, nascondemmo ciò che avevamo nel carretto e ci dirigemmo verso la dimora di Kallorek, l'unica speranza rimasta. Le guardie ci accolsero con diffidenza, non volevano svegliare il loro capo nel cuore della notte, ma con fatica riuscimmo a convincerli. Ratto, controvoglia, si offrì di conferire con Kallorek. Il leader, seppur riluttante, alla fine credette alle parole di Ratto, ma le sue mani erano legate: La Serpe godeva di troppo favore in quel villaggio, e senza prove concrete, non poteva agire. Con immenso dispiacere di Vaniar, sotto consiglio di Kallorek, fummo costretti a liberare Maldiluna.
Mentre tornavamo verso la taverna, il silenzio della notte fu spezzato da una sensazione opprimente. Rodnac, sempre vigile, percepì da lontano una presenza oscura, potente e sinistra, che ci osservava. Accelerammo il passo, ma non facemmo in tempo a raggiungere la taverna prima che una gigantesca bestia, simile a un ragno mostruoso, ci attaccasse. Il combattimento fu feroce, ogni colpo sembrava inefficace contro quell’abominio. Ma, nonostante le difficoltà, alla fine la creatura crollò, e noi, sfiniti, raggiungemmo finalmente la taverna.
Elda, nonostante l'ora tarda, ci aprì la porta. Vedendoci malridotti, pieni di ferite e sangue, ci accolse senza esitazione. Chiamò Anya, che si affrettò a preparare qualcosa di caldo. Lan, vedendo l’amica così agitata, decise di accompagnarla in cucina, sperando di tranquillizzarla e proteggerla. Anya, tuttavia, sembrava più sospettosa del solito. Con voce tremante, chiese per la prima volta a Lan di mostrare il suo volto, un volto che aveva sempre tenuto nascosto. Lan esitò, la paura di essere giudicato lo consumava, ma decise di fidarsi della loro amicizia. Lentamente, abbassò il cappuccio.
Il risultato fu devastante. Anya urlò, spaventata, chiamandolo “figlio dell’Ombra”, pronta a colpire. Elda, pronta a difendere la sua amica, si lanciò verso Lan, ma per fortuna Ratto riuscì a intervenire con un trucco rapido, convincendo tutti che Lan fosse solo un “bruttissimo gnomo”. Lan, distrutto dall’umiliazione, si inginocchiò, tirando nuovamente su il cappuccio, le lacrime gli rigavano il volto. Si scusò e si ritirò in camera, il cuore spezzato.
Là, rannicchiato in un angolo, Lan si perse nei suoi pensieri. Non poteva credere che Anya, la sua fidata amica, non si fosse fidata di lui. La sua mente continuava a rigirare la stessa domanda: “Sono davvero un goblin? Sono davvero malvagio?” Cercava disperatamente di convincersi che fosse ancora un elfo, che non fosse ciò che temeva di essere.
Quando noi amici rientrammo, facemmo del nostro meglio per consolarlo, anche con battute maldestre, cercando di fargli capire che, anche se noi conoscevamo la sua vera identità, non tutti potevano accettarla così facilmente. Con il nostro supporto, Lan pian piano recuperò un po’ di forza. In lacrime, ci ringraziò e giurò di non commettere più simili errori.
Finalmente ci coricammo, ma nel bel mezzo della notte qualcuno bussò alla porta. Ratto aprì, e Rodnak, sempre pronto alla battaglia, si posizionò dietro di lui con l’ascia in pugno. Ma non c'era alcun pericolo. Era Anya, venuta a scusarsi con Lan.
Con molte esitazioni, Lan accettò di parlare con lei. Per tranquillizzarlo, Ratto fece uscire il cane con loro. Anya lo portò in una stanza vuota, illuminata solo da una candela. Si scusò per la sua reazione, ma disse di essere certa di ciò che aveva visto. Aveva bisogno di credere che potessero esistere goblin "amici". Lan cercò di farle capire che non era l'aspetto esteriore a contare, ma le azioni di una persona.
Anya, con un ultimo desiderio, chiese a Lan di appoggiare la mano su uno strano uovo dorato alle sue spalle, raccontandogli una leggenda che diceva fosse in grado di rivelare il male. Lan, affranto e frustrato, si alzò di scatto e posò la mano sull'uovo. Improvvisamente, una visione lo travolse: un’enorme ombra di un rettile, forse un drago, volava su alte torri sulle quali una potente luce brillava. In mezzo a queste visioni rapide e vivide, apparve un libro con una chiave : Il Tomo Celestiale???
Lan rimase senza parole, felicissimo. Questa visione confermava ciò che una Megera gli aveva raccontato in passato: esisteva un tomo celestiale, in grado di spezzare per sempre la sua maledizione.
Quando Lan raccontò tutto ad Anya, lei lo guardò incredula, dicendo che non aveva visto nulla. Voleva solo mettere alla prova il suo cuore. Ma Lan non diede peso al suo "gioco" crudele. Era pieno di vita, raggiante per la speranza di un futuro diverso. Anya, vedendo il suo entusiasmo, sorrise e decise che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutare Lan e il gruppo a smascherare La Serpe e la sua banda.
L'alba si avvicinava, ma una nuova speranza brillava all’orizzonte.
TO BE CONTINUED