[Dead] Locke Lamora

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[Dead] Locke Lamora

BG di Locke Lamora
Quarto figlio maschio di una ricca e opulenta famiglia di mercanti di capo Eren legata all'ombra, Locke fu indottrinato si da tenera età al culto di Izrador.
Caparbio, capace, più aduso all'uso della forza che a quello della parola, fu reclutato a Theros Obsidia a 14 anni. Dopo una rapida e vertiginosa carriera militare venne insignito del titolo di Legato Soldato, l'elite delle forze di Izrador.
Estremamente tenace e risoluto, orientato all'obiettivo e poco distratto dai vizi e dalle tentazioni che inevitabilmente colgono chi è in grado di ostentare un certo grado e potere.
Ciecamente devoto da sempre ai dettami del Dio oscuro la sua fede iniziò a vacillare e a nutrire i primi dubbi in concomitanza con l'invasione della Grande Foresta.
Assegnato col ruolo di Ufficiale alle truppe dell'Alto Legato Don Zauker assistette e si macchiò di atti di indicibile brutalià, nel tentativo perenne di guadagnare vantaggio e prestigio agli occhi di Izrador rispetto ai pari ruolo. Questo vortice senza fine di violenza iniziò a minare lentamente la ferrea devozione di Locke, sebbene riuscì a celare la cosa in modo convincente.
A questo si aggiunse la consapevolezza di essere dotato di una sorta di dono. Oltre a quelli conferiti dal Dio Oscuro sentiva fluire un altro tipo di potere dentro di sè, infinamente meno potente ed efficace, ma allo stesso tempo persistente e continuativo. Non aveva idea di come e quando questa peculiarità si fosse insediata in lui, probabilmente era presente sin dalla nascita.
Divenne sempre meno fanatico e avulso dal gioco di potere in cui ogni servo di Izrador era inevitabilmente immischiato, fino a quando giunse la notte che cambiò per sempre la sua vita. Ultimo giorno dell'anno di grazia 99, quarta era. Assalto al Borgo del Druido.
Fu una vittoria totale, le truppe di Don Zauker devastarono la scarsa opposizione delle forze della resistenza e lui si rese protagonista in positivo nel corso della battaglia.
Tuttavia una rivelazione inaspettata segnò per sempre la sua esisteza, qualcosa che sconvolse le sue convinzioni, già tremolanti, dalle fondamenta. Qualcosa che forse aveva sempre saputo.
Non poteva più continuare quella vita basata sulla menzogna. Verità e redenzione per i crimini compiuti diventarono l'unico obiettivo della sua esistenza. La diserzione l'unico atto da compiere nell'immediato.
Izrador lo deprivò dei poteri, ma l'altro dono, sorprendentemente, restò.
Ma per andare dove?
Negli ultimi mesi aveva fatto conoscenza di un bardo, tale Finn Sparrowsong. Un ammaliatore dotato di poteri straordinari, utilizzato dall'Ombra per gli scopi più biechi. Finn aveva confidato a Locke di avere un fratello ribelle, persecutore di falsi credi. Fafnir era il suo nome.
Forse si trattava solo di uno spergiuro e un bugiardo, ma Locke aveva finalmente la speranza di perseguire la verità tanto agognata.
Si mise sulle tracce dello gnomo.
Ultima modifica di Anomand3r il 12/04/2024, 15:37, modificato 1 volta in totale.

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Poche settimane prima, Locke, mentre errava smarrito tra gli alberi maestosi della foresta dell'Erethor, sapeva di danzare sull'orlo dell'abisso, fuggendo da un passato che lo divorava e da credenze che si erano tramutate in catene insopportabili. Era consapevole che il tempo gli scivolava tra le dita come sabbia inesorabile. Come disertore dell'ombra e traditore dell'unico Dio, Locke si aggrappava alla speranza di un'uscita rapida da questo mondo, consapevole delle torture spaventose che lo attendevano se fosse caduto nelle spietate mani dei suoi ex commilitoni.

Il solo pensiero delle oscure sofferenze riservate ai traditori nei dungeon tetri di Theros Obsidia lo faceva rabbrividire, provocandogli attacchi di panico che gli agitavano l'animo fino alle fondamenta stesse della sua esistenza.

Nessun addestramento, nessuna preghiera o riflessione potevano prepararlo alle inaudite angosce, sia mentali che fisiche, inflitte dai servi dell'oscuro signore a coloro che osavano deviare dal sentiero di Izrador.

La morte, in confronto, sembrava un sollievo.

Ora, dopo settimane in cui la sua vita era stata trasformata in un turbine di eventi, e la sua esistenza scossa fino alle fondamenta, le cose sembravano prendere una piega ancora più oscura.

Il primo incontro con la resistenza non era stato certo promettente. Tuttavia, considerando che cercava rifugio tra coloro che aveva combattuto e annientato per tutta la vita, Locke non si aspettava nulla di diverso. Era consapevole di essere stato visto con sospetto e che molti dubitavano della sua lealtà. Ma se fosse stato rifiutato, avrebbe preferito una morte gloriosa in battaglia.

Invece, gli era stata offerta una possibilità. Non chiedeva altro dalla sua nuova vita. I giorni si susseguivano come una danza folle tra battaglie, fughe, scoperte e rivelazioni.

Fafnir, guida e leader di questo gruppo di ribelli, poteva vantare solo una frazione dei poteri del suo fratello, ma era un oratore abile, dotato di notevoli capacità magiche. Le sue storie e il suo passato erano così incredibili che Locke si attaccava a ogni parola del suo piccolo compagno, divorandone il significato giorno dopo giorno. Lentamente, le credenze che Izrador aveva instillato in lui dalla più tenera età cominciavano a perdere il loro potere.

Nel cuore di Locke, c'era sempre stata una fiamma di speranza, un potere tenue e flebile che risiedeva in lui, al di fuori dell'influenza di Izrador. Ora, con i primi sprazzi di verità che cominciavano a emergere, non intendeva più accontentarsi della sua esistenza grigia e opprimente.

Silence era il secondo compagno, un druido fey che era miracolosamente scampato al massacro del Borgo del Druido. Sembrava immune agli alti e bassi delle avventure, affrontando ogni sfida con calma e serenità. La sua magia, radicata nelle forze primordiali della natura, era potente e inesorabile. Locke guardava con disgusto l'uso di magia, ma doveva ammettere che la sua efficacia era indiscutibile.

Infine c'era il nano. Con i suoi occhi piccoli e sospettosi, non lasciava trapelare il minimo barlume di astuzia o acume, la sua irascibilità e la sua propensione alla violenza lo facevano sembrare più un orco che un nano. Locke non si sentiva a suo agio in sua presenza, e sentiva che il sentimento era reciproco.

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