Virmaris, Amico mio,
so che adesso non riesci ad accettare la tragedia che hai dovuto affrontare. So anche che incolpi noi dell'accaduto, e non ti biasimo. Purtroppo a volte vanno fatte delle scelte, posso solo immaginare il dolore che porti nel cuore, ma ricorda che al borgo sarai sempre benvenuto, non importa quanti anni passeranno. Ti aspetteremo fiduciosi.
La tua amica Suruliam.
Anno 10 LA.
Diversi giorni a Nord dei monti Arunath si nascondono delle antiche rovine dall'aspetto si direbbe che quella che ora appare un sotterraneo era una sontuosa residenza o un forte di epoche ormai passate.
L'incontro con strani individui tatuati e auto-esplodendi incuriosisce Fafnir il Bardo, che decide di seguire costoro nel loro rifugio. È sempre Fafnir il primo che accetta di diventare membro e "fratello" di costoro dopo aver incontrato l'Antico Maestro, che gli promette conoscenze e sapere perduto. È così che Fafnir scopre quanto segue.
Virmaris, con l'aiuto dei suoi adepti ha creato una piccola strana comunità in questi luoghi proibiti agli elfi da millenni. Sembra che si occupino di portare alla luce queste rovine. Il Vecchio si rivela essere stato un druido, allievo e amico di Suruliam, e all'apparenza sta cercando antichi segreti e conoscenze. Ma le sue intenzioni finali non sono chiare.
Ben presto si scopre che qualcos'altro si nasconde in queste rovine, Virmaris è sceso a patti con qualcosa di antico e potente, grazie al quale mantiene il controllo dei suoi adepti. In effetti ad ognuno di essi è stato strappato il cuore che viene conservato gelosamente da Virmaris.
Fafnir scopre anche che l'Antico Maestro ha perso la propria famiglia circa 50 anni fa, la moglie e una figlia in circostanze misteriose, ma è chiaro che il vecchio incolpi gli elfi che chiama falsi e traditori, in particolare Aradi, la regina indiscussa dell'antico popolo fatato.
Segue..
